14-01-2020 E’ davvero la fine del mondo? Qualche considerazione seria

By |2020-01-14T20:44:55+00:00January 14th, 2020|ItWhat|0 Comments

14 gennaio 2020 fine del supporto per Windows 7 e Windows Server 2008. È la fine del mondo?

Non proprio. Però se non si è pianificata per tempo una transizione a nuovi sistemi, la situazione potrebbe non essere piacevole.

Cosa succede da domani?

Da domani Microsoft non rilascerà più patch di sicurezza per Windows 7, Windows Server 2008 e 2008R2, SQL Server 2008 e 2008R2 e Small Business Server 2011. Quindi una bella informata di prodotti se ne va in pensione.

È vero che alla fine i sistemi continueranno a funzionare come prima, però è anche vero che la mancanza di patch di sicurezza impone l’obbligo di effettuare qualche riflessione.

Può sembrare marginale che non vengano più rilasciate patch di sicurezza.  In concreto però vuol dire che tutte le vulnerabilità che verranno individuate su questi prodotti da oggi in avanti, non verranno più corrette e rimarranno a disposizione dei “cattivi”. Di solito questo non fa dormire sonni tranquilli ad un responsabile IT.

Ci sono poi alcuni settori particolarmente regolamentati che impongono l’utilizzo di sistemi sempre aggiornati. La mancanza di aggiornamenti in questo caso pone un serio problema.

Inoltre c’è anche un aspetto pratico. Oltre a Microsoft, come fu per Windows XP, i vari produttori di software e Hardware, potrebbero non sviluppare più prodotti per le versioni di Windows non supportate.

Quindi cosa fare?

Se non hai ancora completato il processo di migrazione, possiamo darti qualche consiglio.

Ambito Server

Per continuare a ricevere aggiornamenti di sicurezza, esistono due possibilità:

La prima è quella di trasferire i server Windows Server 2008R2 in cloud, utilizzando la componente IaaS di Azure (per approfondire la differenza tra IaaS, PaaS e SaaS ti invito a guardare il nostro video che ne parla IaaS, SaaS, PaaS, in parole semplici).

La seconda possibilità è quella di sottoscrivere un contratto specifico con Microsoft, per accedere agli extended security updates per ulteriori 3 anni. L’opzione è costosa, ma nei casi in cui vi siano applicativi particolarmente critici che non possono essere per il momento migrati ad una piattaforma più recente, può essere interessante.

In questo caso Microsoft darà la possibilità di accedere alle sole patch di sicurezza in modalità extended security updates, per ulteriori 3 anni.

Ambito Client

Per quanto riguarda l’ambito client, la strada da preferire è quella di migrare a Windows 10.

Prima di farlo però è importante decidere quale edizione adottare e prevedere la gestione del ciclo di vita, perché è una componente essenziale della riuscita di un progetto di migrazione a Windows 10. Per un PC collegato ad una macchina utensile, uno strumento medicale o una cassa, probabilmente l’edizione più adatta sarà la Long Term Servicing Channel (LTSC), quella che “dura 10 anni” per intenderci.

Comunque ti lascio il link a questo video dove abbiamo parlato di scelta dell’edizione corretta e gestione del ciclo di vita.

Windows 10 edizioni e servicing model

Per accelerare il processo di migrazione, Microsoft mette a disposizione vari strumenti. Te ne segnalo due

Microsoft Deployment Toolkit

Microsoft Desktop Analytics

Se però ci fossero applicazioni che proprio non si riescono a migrare su Windows 10, una soluzione potrebbe essere quella di utilizzare un desktop virtuale su Azure. Ne abbiamo parlato in questo video. Anche in questo caso Microsoft supporterà i  sistemi Windows 7 erogati da Azure Virtual Dekstop, per ulteriori 3 anni, per le sole patch di sicurezza.

Azure Virtual Desktop

https://youtu.be/3fNmvNAT0hM

About the Author:

Mi occupo di infrastrutture e sistemi dal 1995 e come consulente aiuto da più di vent’anni aziende di ogni dimensione a trarre il massimo dalla loro infrastruttura. Dal 2012 collaboro con Walter nella divulgazione in pubblico delle tecnologie Microsoft.

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